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618. Testa di Spillo [10_06_2026]
[Sonetto microscopico macroscopico]
Ruota il mio sguardo intorno al paesaggio
colorato e a volte monotòno
ma sempre intensamente mi emoziono
apparendomi a stregua di miraggio
un Puntino che appare qual retaggio
di Umanità su cui triste ragiono
e per la quale sono quel che sono
soggetto a lìmiti e di morte ostaggio.
Ma quel Puntino sì distante e sperso
un colpo al pessimismo certo assesta
e lo conduce ad esito diverso
da quello che l'Umanità calpesta.
Poiché la Mente ingloba l'Universo
puranco se di Spillo ha la Testa.
Nota.
Riporto il mio commento al testo di Raskolnikov che chiarisce meglio, forse, il sonetto e da dove nasce:
"Dalle finestre di casa mia si vede bene il molo a circa 1 km di distanza, ma per 'osservare gli umani' sul molo, e la loro 'testa' specialmente, occorre almeno un binocolo di/da 6-8x, se no 'invisibili/e'. E più volte ho pensato a quanto fosse invece immensa quella testa invisibile ad 1 km di distanza ma che contiene in sé stessa la consapevolezza dello Spazio e del Tempo, se non infiniti, quasi. Rallegrati dunque, tu sarai grande come il Sistema Solare, ma la tua testa è immensa almeno come l'Universo..."
[Dantaligo]